Atletica Libertas Campidano con Lorenzo Patta!

Atletica Libertas Campidano con Lorenzo Patta!

Un Incontro speciale rivolto per i Ragazzi/e e Cadetti/e pensato dal nostro tecnico Andrea Pusceddu e realizzato dalla Libertas Campidano.

Andrea è riuscito a invitare il campione olimpico Lorenzo Patta e altri campioni nazionali e atleti dell’Atletica Oristano

Oltre al campione olimpico Lorenzo Patta ora in forza alle fiamme gialle e cresciuto nell’Atletica Oristano, erano presenti all’evento: Luca Flore, vice campione italiano nei 400 ostacoli anche lui nell’Atletica Oristano, Luca Zoncu e Andrea Zoncu velocisti dell’Atletica Oristano, Eugenio Meloni saltatore in alto nei Carabinieri medaglia di bronzo agli Europei under 23 nel 2015, Serena Pruner marciatrice della S.G. Amsicora.

Come ospiti presenti anche i tecnici: Stefano Caneo responsabile regionale del settore velocità Fidal Sardegna e Stefano Mascia tecnico dell’Atletica Oristano.

Il nostro atleta Riccardo Melis è stato il moderatore dell’evento e ha intervistato gli atleti e i tecnici. Ecco riportato un breve estratto dall’intervista a Lorenzo Patta:

  • Tokyo, com’è l’esperienza delle olimpiadi e l’ambiente che si vive in una gara così importante rispetto alle gare ordinarie?

Lorenzo Patta: Il segreto è quello di viversi una gara come le altre, è facile a dirlo però probabilmente il segreto è quello. Ovviamente pensare di dover correre un’olimpiade è una cosa immensa però forse abbiamo avuto la fortuna che il pubblico non fosse presente e quindi che non sembrasse una olimpiade, quindi abbiamo fatto una bellissima gara ed è andata bene. 

  • Consigli su come partecipare a una gara importante?

Sicuramente gareggiare in gara che non è a livello regionale ma a livello italiano è difficile dal punto di vista della pressione che hai addosso ma l’importante è conoscere le proprie potenzialità alla fine bisogna affrontarla con freddezza. 

  • Consigli che si possono dare che valgono per l’olimpiade che per una gara provinciale se si vuole fare il personale? 

Da un lato, quello pratico, si fa la stessa cosa che sia per un contesto regionale o nazionale. Io personalmente la cosa che cerco di godermi di più è l’energia, lo stimolo che c’è in più a stare in pedana in uno stadio piuttosto che ad atleti di altissimo livello. Da un lato io faccio sempre la stessa cosa, quella cosa che è ripetitiva, quella che fai tutti i giorni quando ti alleni, che fai in gara, ma dall’altra lo fai con un energia, un’elettricità che hai grazie a quello hai intorno. Come per esempio alzare la testa e pensare: sono in uno stadio, sto gareggiando con una medaglia olimpica… e quella cosa ti da un’energia che ovviamente non puoi avere se sei in un contesto più piccolo.
 Da una parte bisogna essere freddi e dire: quello che so fare lo faccio ma oggi lo faccio con qualcosa in più. 

  • Un consiglio da parte dei tecnici?

Dal punto di vista dell’allenatore è completamente diverso, è una sensazione completamente diversa che ti da delle emozioni fortissime, diverse forse da quelle dell’atleta. Quello che puoi fare come allenatore è far trovare l’atleta nelle condizioni migliori per poter esprimere tranquillità e concentrazione. 

L’esperienza mi ha fatto vedere ragazzi fortissimi che sono crollati sotto il peso della responsabilità, forse anche un po’ per colpa mia che non sono riuscito a proteggerli. Il compito dell’allenatore è quello di cercare di far sì che l’atleta sia a suo agio, che si ricordi quello che sa fare e che lo faccia al meglio. 

Io all’inizio della carriera da allenatore non pensavo di poter vivere le stesse emozioni che ho vissuto da atleta e invece è successo che i primi ragazzi che ho cresciuto fino ad arrivare ai vertici nazionali, lì è stata un’emozione molto intensa. 

  • Qual’è la differenza di lavorare da soli o lavorare in squadra, come per esempio durante una staffetta, quindi il cui risultato dipende da tutti e come gestire eventuali errori? 

La staffetta è la gara che preferisco, venendo dal calcio sono propenso al lavoro di squadra, forse ti sprona a dare di più nel caso che si vinca o che si perda lo si fa tutti insieme indipendentemente da chi sia l’errore. 

Successivamente i nostri atleti e atlete hanno potuto fare delle domande agli atleti e tecnici, e incontrare Lorenzo che si è reso disponibile per foto e autografi.

Ringraziamo ancora tutti per la loro disponibilità ad aver reso questo incontro speciale per i nostri ragazzi e cadetti!

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